| 11/26/2008 |
| Natale in Irlanda: la magia di Dublino |
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Eccone una bella carrellata: Nella Christchurch Cathedral, la più antica cattedrale di Dublino, si potranno ammirare uno splendido presepe artigianale e scene della natività e, la sera del 31 dicembre, il tradizionale concerto di campane. La Farmleigh House, una dimora nobiliare, nei week-end di dicembre sarà decorata in stile edwardiano con composizioni floreali, esibizioni di cantastorie e canore. Numerosi eventi teatrali sono poi in programma per tutto il periodo natalizio all’Abbey Theatre, al National Concert Hall, all’Olympia Theatre e al Gaiety Theatre: si va dai concerti agli spettacoli per bambini con Cenerentola, Peter Pan e La bella addormentata nel bosco. Non mancano neanche i mercatini che si terranno dal 12 al 23 dicembre; si trovano in Henry Street - qui si può acquistare praticamente tutto per il Natale, dalla carta ai regalini, dal costume di Babbo Natale agli addobbi per la casa - e presso i Docklands, gli antichi magazzini del porto: qui i mercatini, aperti dalle 12 alle 20, sono sull’acqua e ci sono baite in legno, giostre, un palco per spettacoli, un maxi scivolo dedicato ai bambini e una grotta, realizzata in un edificio della piazza, all’interno della quale Santa Claus narrerà fiabe ai bambini. Anche a Temple Bar, il centro del divertimento dublinese, si potranno visitare mercatini, tutti i sabati di dicembre, ma anche assistere a esibizioni di artisti di strada, proiezioni cinematografiche, laboratori manuali, letture e spettacoli. Per pattinare sul ghiaccio si può andare a Smithfield, dove è già pronto Dublin On Ice At Smithfield, e al Liffle Valley Shopping Centre: qui vi aspetta una pista allestita in una bella area coperta di circa 2000 metri quadrati per il tradizionale 7UP Christmas on Ice. Credits: Simona Traversini - travelblog.it - alcuni diritti riservati sotto licenza Creative Commons vedi > |
| 11/26/2008 |
| Capodanno a Londra: la London New Year Parade |
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A partire da mezzogiorno, quando il Big Ben con il suo rintocco darà inizio alla sfilata, fino alle alle 15, una grande sfilata partirà da Parliament Square e attraverserà buona parte del centro della città, fino a Berkeley Street, vicino Green Park, passando per Trafalgar Square e Piccadilly Circus. Sul sito dell’evento è disponibile una mappa dell’itinerario. Alla sfilata prenderanno parte oltre 10.000 artisti provenienti da tutto il mondo. Non mancheranno bande musicali, cheerleaders, palloni aerostatici, sfilate in costume, e una parata di mezzi più o meno insoliti, dai carri armati a riproduzioni su gomma di locomotive a vapore. Più di mezzo milione di persone assisteranno alla manifestazione per le vie della città. Inutile dire che è consigliato “prendere posto” per tempo! Un modo sicuramente divertente per passare il primo gennaio, sempre che vi siate ripresi dai divertimenti della notte.Credits: Carmine - travelblog.it - alcuni diritti riservati sotto licenza Creative Commons vedi > |
| 11/26/2008 |
| New York inaugura la sua prima pista di pattinaggio in ghiaccio sintetico |
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La pista, chiamata Polar Rink, resterà aperta sino alla fine del prossimo febbraio, sulla Arthur Ross Terrace, e permette di pattinare in maniera eco-sostenibile, oltre ad offrire una meravigliosa vista del Rose Center for Earth and Space e ad essere circondata dal Theodore Roosevelt Park. In mezzo alla pista, la statua di un orso polare di oltre 5 metri, addobbata con rami di pino e luci scintillanti. La pista è fatta di ghiaccio artificiale, o “sintetico”. In pratica si tratta di strati di plastica trattata in modo da avere la stessa consistenza del ghiaccio senza costi energetici, essendo composta al 100% di materiale che non necessita di essere raffreddato per permettere di pattinare, oltre ad essere riciclabile al 100% e nontossico. Svantaggi della scelta? Non si possono utilizzare pattini a doppia lama, e per muoversi pare occorra fare un po’ più fatica che sul ghiaccio; però, ed è un vantaggio non da poco se siete alle prime armi quando si cade ci si fa molto meno male... NY1, una televisione locale, ha un ottimo video al riguardo. Se nonostante tutto continuate a preferire il ghiaccio naturale a quello sintetico, date un’occhiata all’IceRink, la pista sul South Street Seaport. Credits: Fabio Parri - travelblog.it - alcuni diritti riservati sotto licenza Creative Commons. vedi > |
| 11/26/2008 |
| Australia: "Il deserto è chiuso per ferie" |
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Le autorità australiane hanno infatti deciso che il deserto resterà “chiuso” dal 1 dicembre al 15 marzo, a causa delle temperature davvero eccessive che vengono in esso raggiunte, che si pensa supereranno i 50 gradi, questa estate. Nonostante sia una delle località più visitate, con oltre 15.000 persone che ogni anno scelgono di avventurarvisi, i rischi collegati al caldo hanno reso praticamente impossibile dare il via libero alla fruibilità turistica (ci sono già stati dei morti in passato). Detto questo, resta il dubbio come sia possibile “chiudere” un deserto… Credits: Fabio Parri - travelblog.it - alcuni diritti riservati sotto licenza Creative Commons vedi > |
| 11/26/2008 |
| In viaggio contro la crisi |
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Dal momento che tutte le isole delle Filippine sono di origine vulcanica, l’acqua è sempre calda e cristallina, i fondali strapieni di pesci e coralli dai colori smaglianti, e la sabbia fine e bianchissima. Toglietegli tutto, ma non le vacanze. L’Alitalia al collasso cancella i voli, c’è la crisi economica, ma almeno per Natale e Capodanno gli italiani non cancellano l’idea di partire. Certo, si siedono a tavolino e cercano di far quadrare i conti con qualche giorno in meno di ferie o la scelta di una meta più economica. Ma una cosa è certa: anche quest’anno le vacanze non verranno trascorse accanto al caminetto di casa. Almeno in 12 milioni di famiglie. E le altre? Da un lato le cifre di Assotravel, l’associazione di Confindustria che raggruppa le agenzie di viaggi, registrano una tenuta delle prenotazioni rispetto all’anno scorso. Dall’altro, un sondaggio che l’Associazione a difesa dei consumatori ha sottoposto ai propri associati parla di 3 milioni di famiglie in più, rispetto allo scorso anno, che resteranno a casa. I più restii alla partenza sembrano essere gli affezionati dell’auto lasciati a terra dal caro benzina. Come dire che il popolo dei vacanzieri a breve raggio, molti di quelli che scelgono una meta in Italia o appena fuori del confine quest’anno trascorreranno le feste in casa. Ma dove andranno i 12 milioni di globetrotter che hanno invece già il biglietto d’aereo in tasca? Fra gli italiani in partenza ci sono i ricchi che già a settembre hanno prenotato nei resort più esclusivi alle Maldive, Seychelles e Nuova Zelanda che registrano il tutto esaurito. Sui siti dei maggiori tour operator è quasi impossibile trovare un posto libero. E chi prova a organizzare un viaggio «fai da te» non riesce a recuperare un biglietto aereo a meno di 2.600 euro per il periodo tra Natale e Capodanno. Poi ci sono gli italiani a reddito medio che si barcamenano fra voli low cost e pacchetti superscontati e stanno puntando alle capitali europee. Infine c’è chi ha il conto quasi in rosso e pur di partire compra la vacanza a rate. Ed è boom di finanziamenti utilizzati per pagarsi i viaggi all’estero. Il mercato delle vacanze dunque resiste e secondo le associazioni di categoria perde solo il 2 per cento rispetto allo scorso anno. Calo che per gli addetti ai lavori non è un segnale negativo. «Vista la situazione economica e il pessimismo, se davvero verrà confermato questo calo noi saremo contenti» spiega a Panorama Andrea Giannetti, presidente di Assotravel. «La nostra preoccupazione semmai è per i periodi precedenti o successivi a dicembre, perché a Natale la gente parte comunque». «Ormai il viaggio da bene voluttuario si è trasformato in bene primario» afferma Corrado Peraboni, amministratore delegato di Expocts, società organizzatrice della Borsa internazionale del turismo. «Nei momenti di crisi, non vi si rinuncia, ma si rimodula adeguandolo alle disponibilità. La partenza intelligente non riguarda più solo le autostrade, ma comincia dalla scelta della data di prenotazione». Ma quali sono le strategie degli italiani in fatto di viaggi? Una ricercarealizzata in esclusiva per Panorama rivela che i vacanzieri di Natale stanno scegliendo meno i viaggi «all inclusive» (quelli tutto compreso, ndr) e si sono buttati, in tempi di incertezza, sulle prenotazioni del solo albergo. Disdire un pacchetto, infatti, è un po’ più costoso che cancellare una prenotazione di una camera. Oppure c’è chi a corto di risparmi decide di prenotare oggi l’aereo riservandosi di pensere all’albergo dopo qualche settimana, quando è entrato lo stipendio del mese successivo. Anche con la speranza di trovare un’offerta low cost. Gli albergatori intanto, per evitare strutture mezze vuote, hanno visto al ribasso i prezzi: la tariffa media per camera ha subito un calo del 3 per cento. Rispetto all’anno scorso Dublino avrà il 50 per cento in più di visitatori italiani. Poi ci sono gli Stati Uniti. La paura del terrorismo è passata e in tutta Italia spuntano come funghi voli diretti per Miami e New York. Risultato: più 40 per cento sulle prenotazioni verso queste mete. New entry fra le destinazioni più gettonate è la Russia che registra un più 40 per cento.
Ma la vera passione per il prossimo Natale sarà il Medio Oriente (+40 per cento): le spiagge di Dubai, Abu Dhabi sono state scelte per staccare la spina dal mondo. Se mare, grattacieli e lande deserte attirano, Budapest e in generale l’Ungheria hanno perso il loro appeal: meno 17 per cento sulle prenotazioni dell’anno scorso. Dunque gli italiani partono. Sì, ma a che prezzo? In base a una ricerca di Tripadvisor, la più grande community al mondo di viaggiatori, il bugdet previsto dagli italiani per le vacanze di Natale va da 2 mila a più di 8 mila euro. La percentuale più alta, il 28 per cento, prevede di spendere una somma fra i 2 e i 4 mila euro. Ma c’è anche chi non risente per nulla della crisi (il 9 per cento) e per le prossime vacanze ha previsto una spesa di 8 mila euro o più. In fin dei conti non è mica necessario averli in contanti. Perché gli italiani adesso hanno imparato a pagare le vacanze a rate. E non sono cifre da nulla. Una ricerca di Unicredit consuming financing mostra come, in poco più di un anno, il mercato delle vacanze a rate abbia raggiunto quota 300 milioni di euro. Buona o cattiva che sia questa abitudine, ormai ha contagiato più di 500 mila italiani. Perché comunque anche se le tasche non sono più pienissime la vacanza aiuta a non pensarci. «Può essere che per qualcuno partire sia un modo di esorcizzare la paura della crisi accettando il rischio di trovarsi poi in una situazione peggiore di quella che si voleva demonizzare» afferma Guglielmo Gulotta, docente di psicologia del turismo all’Università di Torino. «Il sentimento del rischio è una condizione dello spirito che sta tra la speranza e la paura. Chi ha paura aumenterà i risparmi e limiterà le spese, chi ha speranza andrà in vacanza comunque». Se poi la vacanza è studiata per non pensare alla crisi tanto di guadagnato. C’è chi decide di vivere come un eschimese e dorme in ingloo per due giorni. Chi invece affronta le dune egiziane assieme ai beduini e chi invece sposa per una settimana la cultura aborigena bighellonando in mezzo al deserto australiano. Anche se alla fine vince la voglia di normalità, come mostrano le risposte sulle attività degli italiani in vacanza raccolte da Tripadvisor: quasi nessuno ha intenzione di frequentare casinò, né di fare sport estremi. La metà degli intervistati non ha la minima voglia di muoversi in bici o di sciare. Né di uscire in barca a vela o di partecipare a festival mondani. La cura contro la paura della crisi sembra essere l’ozio più completo. Ma dall’altra parte del mondo. Credits: Guido Castellano e Antonella Palmieri - blog.panorama.it - licenza Creative Common “attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo”, il cui testo è disponibile all’indirizzo http://creativecommons.org/licenses/by-n…. vedi > |



